© Respiro di una motocicletta

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Mi tiene coperta con cura, non mi fa mancare nulla. Pure quando va di fretta, per me c’è sempre un’attenzione, anche solo uno sguardo. Gli echi dell’ultima uscita fatta insieme sono ancora nella mia memoria e sono sicura, anche nella sua. Spesso, quando siamo ferme con le altre, dopo una “sgroppata”, i biker parlano di noi, delle nostre prestazioni, dei nostri pregi e dei difetti. Sono esperti, ci conoscono meglio di chiunque altro; quello che non sanno, è che anche noi parliamo di loro. Alcune dicono di sentirsi solo usate, benzina e via, un pieno dopo l’altro; si lamentano di avere gomme stanche o troppo rigide, catene lente o poco grasse. Per me non è così, sono fortunata, io sono amata, spesso più di ogni altra cosa. Col mio biker c’è armonia, lui chiede tanto e io do tanto, e quando le condizioni della strada non sono le migliori, lui sa trattarmi. A dire il vero, non mi scompongo mai, neanche quando arriva “l’errorino”, io so perdonare. Il misto veloce è il nostro forte, è lì che diamo il massimo, una vera e propria danza; lui sa sempre cosa preferisco, la sua guida è sì aggressiva, ma in qualche modo delicata, le pinze mordono i miei dischi, poi scendiamo in piega, con la consueta e decisa eleganza. Alla sosta, quando il respiro è ancora grosso, le sue mani, sopra al serbatoio, mi trasmettono la sua passione.

Giovanni Tortora_16 settembre 2015

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