Il tempo delle “gole”_17 aprile 2016

Salto nel verde

Contrasti, questa la parola giusta; il sole e la luna, tanto per fare una citazione racing. La gioia di trovarsi catapultati in luoghi di rara bellezza, lontani anni luce dalla comune quotidianità, spettacoli naturali che dimostrano il senso della vita. Ma facciamo un passo indietro, sono le otto e dieci minuti, sul piazzale del Divino Amore c’è solo una moto, è rossa, col bauletto rosso, con dentro uno striscione rosso. Seduto al tavolino, in attesa degli altri pochi mattinieri, lui, l’artefice di quella che sarà una grande giornata di moto. Immagine antitetica questa, rispetto quella delle oltre quaranta moto, che nel frattempo, si stanno sommando e disponendo più o meno ordinatamente, nell’altro piazzale. La partenza del giro è un roboante insieme di suoni e di colori, che platealmente si riversa sulla Tiburtina. Il percorso scelto per arrivare alle “gole” è quanto di meglio un biker possa sperare e di nuovo contrasti, volate furibonde si alternano a “momenti panorama”, terminali che ululano al cielo, che lasciano il posto al borbottio di motori in passeggiata. Lasciata “la piana”, entriamo in un diverso mondo, sequenze interminabili di curve che si snodano tra rocce a picco, l’acqua del lago che affascina lo sguardo, rapito dai toni smeraldo. Strade che risalgono alte colline, un lungo serpente di moto a perdita d’occhio, pieghe che sembrano non finire mai e innumerevoli tornanti da prima. Due mucche al pascolo, lungo il ciglio della strada, ci osservano e sorridono al nostro passaggio, in fondo è domenica anche per loro.

GiÒvanni

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