Pensieri da cobiker in erba ©

13041454_10208963830201296_6357897894995456488_oPensieri da cobiker in erba (c)

 

È una specie di rito che si ripete. Per ogni viaggio. Qualsiasi sia il biker. Qualsiasi la moto.
Al punto di ritrovo si respira aria adrenalinica, di attesa, si scalpita….
All’urlo del boss “Tutti in moto!”, l’attesa finalmente giunge al termine.
Ed ecco la vestizione.
L’ordine è preciso, e io ancora spesso mi sbaglio…. i guanti per ultimi!!!!! E gli stessi dilemmi: ma il sottocasco lo metto dentro o fuori dalla giacca???? Mah…. Dipende…..
Non so come, ma i biker sono sempre più veloci di me nel rito della vestizione…. Ma sempre meno!
Chi non lo ha già fatto, abbassa le pedaline per la cobiker. Assomiglia tanto ad un gesto galante, come se ti aprisse lo sportello per farti entrare in auto…
Il centauro sale sul destriero ed è come se subito si fondesse con la moto, in unico corpo. Sale con la testa bassa, piedi a terra, mani sui manubri e poi tira su la testa, dritta e fissa davanti.
È lì a tenere salda e ferma la moto, quasi potesse sfuggirgli, quasi fosse un animale che se non tenuto scappa via.
Quello è il momento che mi piace sempre assaporare…
Il compagno di viaggio aspetta che la cobiker salga, rimanendo fermo e guardando in avanti.
Io spesso indugio, mi godo questo attimo prima del contatto con la moto e il biker, osservo l’immagine che i due creano…
A volte indugio troppo e mi becco un’occhiata impaziente del tipo: “’mbeh????” o a volte più paziente del tipo: “tutto ok?”. Anche se sotto il tono di pazienza a volte si nasconde un: “ma quanto ci mette questa a salire????”
Quando sono in ritardo sono quasi curiosa di vedere quale è il “tono” della guardata. E me la rido mentre aspetto che si giri a controllare a che punto sto… 🙂
Basta. Si monta su. Piede sulla pedalina. Ci si solleva ed evitando accuratamente il bauletto di turno o di sbattere contro le maniglie sporgenti, con la leggiadria a volte di una gazzella, a volte di un ippopotamo finalmente si prende posto!
Manco il tempo di attaccarsi alle maniglie o al serbatoio che il biker si è già dimenticato che sei su ed è partito!
E me la rido di nuovo!!!!
Io ancora non esperta del tutto, cambiando spesso moto e biker, devo capire come star comoda e tenermi salda, ma soprattutto a come dar meno fastidio al biker, cercando la posizione più adatta per non dargli testate o non scivolargli addosso. Quindi cerco di regolarmi se stare più dietro e piegarmi o rimanere più dritta…. E finalmente, dopo pochi minuti di studio ci sono anche io!!!!
Ma il tempo dei riti preparatori è finito. Ora lo spirito e le attenzioni sono rivolte ad altro.
Ora è il tempo di affidarsi al biker e di seguire i movimenti suoi e della moto, godendosi le accelerate, le curve e la velocità.
Il viaggio è diverso con ognuno, chi è concentrato sulla strada, sull’asfalto e sulle curve. Chi si guarda intorno e ti indica uno scorcio di paesaggio da sogno. Chi chiacchiera o chi sta attento a tutte le reazioni della moto che magari la ha cambiata da poco…
Chi è scattoso, chi è morbido e uniforme, chi curva all’estremo e chi resta li dritto.
Ma è sempre emozionante, sempre.
Al rientro verso casa in auto, dopo aver salutato il compagno di viaggio, anche io piego in auto e sorpasso in maniera azzardata come se fossi in moto!

Carolina, cobiker in erba

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