© Un giretto “estemporaneo”_05 giugno 2016

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Sveglio prima della sveglia, come sempre accade quando c’è un giro. Tutta la settimana attaccato al meteo, sperando che le nuvole, metà sole e metà pioggia, scegliessero il lato buono della mela, ma loro niente, lì, costanti e imperterrite come a dire: “andate, andate, tanto comunque vi becchiamo”. Va bene, il sole c’è e questo basta. 08.45, temperatura di non facile interpretazione, la Colombo in zona Eur, poco traffico e semafori verdi, ne approfitto per fare la esse di Piazza Marconi in piena accelerazione e non appena ne esco, col gas a manetta, per un istante tutto intorno il mondo si ferma. In perfetto stile manga, per un momento infinito, giro la testa e il mio sguardo si incrocia con quello di uno dei due motociclisti della municipale, nel frattempo fermi a fare rifornimento. Mi viene in mente che potrei salutarlo, come si fa tra biker, ma è meglio di no, tiro la staccata, esse del Palalottomatica e mi dileguo alla svelta. All’appuntamento, quattordici biker, non male per essere un giretto “estemporaneo”, compagni conosciuti e qualche bimbo nuovo, piccolo briefing come di consueto e ardua decisione se mantenere la meta dei Colli nonostante il tempo incerto; dopo una decina di secondi, la decisione è presa, si va. Mediana fast&furious, come da tradizione e pausa caffè in una Tagliacozzo domenicale; famiglie a spasso con bambini al seguito e vigili in chiacchiera con i notabili del paese ci osservano, accettando di buon grado la nostra temporanea e colorata invasione. E quindi i Colli, tortuosi e panoramici, invitano a danzare e noi non ci facciamo pregare. Nel tratto a scendere dal passo, giù fino a Carsoli, paghiamo il dazio meteorologico richiesto dalle nuvole bastarde, da bravi sottostiamo e arriviamo a valle ad andatura da parata. Nella manciata di chilometri del rettilineo successivo ci asciughiamo, sensazione piacevole. Svoltiamo per Riofreddo, poi verso Orvinio, un bel tratto misto a salire come aperitivo, che ci porta fino al centro del paese, dove aromi di pane fresco e pizza appena sfornati, danno il benvenuto alla sosta mangereccia.

  GiÒvanni

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