© “Invadiamo Amatrice!” – 07 agosto 2016

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Trasformare un evento eccezionale in piacevole abitudine, armonizzando i desideri e le aspettative di più di sessanta bambini rapiti dalla voglia di andare in moto, significa che siamo veramente una bella realtà. Ma facciamo un piccolo passo indietro, ore otto e trenta, attraverso una Roma semi deserta, mi fermo ed entro in un bar per fare colazione nei pressi di Ponte Milvio, due coppie sedute ai tavolini mi guardano pensando ad un attacco terroristico, poi capiscono che sono un biker e si tranquillizzano, ma forse non del tutto. Corso Francia, Flaminia, Prima Porta ed ecco il Gruppo. Ore nove, tutti precisi all’appuntamento, accolti dalle efficientissime Biker&Cobiker dello Staff, già presenti con tavolino, tagliandi per il pranzo, magliette d’ordinanza e assaggi di sfogliatelle alla crema!! Per tutto il resto, davvero c’è mastercard. Ore nove e venticinque, briefing tecnico da manuale a cura di Mr. President, oggi più in forma che mai, chiaro e convincente, dopodiché: in motoooo!!! Dunque si va, siamo proprio tanti, ma oramai non ci fa più effetto, il Boss parte a manetta in testa al gruppo con i pivot che gli ronzano intorno come caccia militari a protezione dell’aereo presidenziale; dietro di loro, una scia di cinque chilometri di biker, cobiker, figlie e fidanzate di biker e chi più ne ha più ne metta. Qualcuno indossa una maglietta con scritto “Invadiamo Amatrice”, invadiamo Amatrice?! … beh, in effetti non ci siamo discostati molto dal concetto. Procure e Presidenze, perfino Governi, avvisati del nostro passaggio, danziamo sulla Val Nerina come uno sciame di farfalle colorate, solo appena più rumorose, poi saliamo di quasi mille metri sopra al livello del mare, l’aria è decisamente più fresca, Leonessa ci saluta e noi ringraziamo. Curve, tante, belle, pastori maremmani e un improbabile avventuriero che finisce nel fosso, fortunatamente senza conseguenze; lo soccorriamo, decide di venire a pranzo con noi e, in segno di affetto, pretende un selfie in compagnia di una delle nostre biker, hai capito l’avventuriero? … Quindi arriviamo ad Amatrice, che già solo il nome ti fa venire fame, poi una mezza manica alla gricia di qua, uno spaghetto amatriciano di la e pure per la panza è stata domenica.

  GiÒvanni

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