Dolomiti@

Dolomiti, domenica mattina.
Domenica mattina, sveglia naturale, quindi il rito della colazione e del minimo cazzeggio con gli amici che, tristemente, stanno preparandosi al rientro, si parla delle cose più varie non affrontando il discorso “che strada fare per tornare a casa”
E’ un essere scaramantico, come cercare di fermare il tempo, si, fermare il tempo nelle cose belle.
… e, in realtà, io non ci volevo nemmeno andare…
poi, le cose che non puoi rifiutare e la teoria dei colori:
“non mi avevi detto che la tua moto è rossa e nera”
“non te l’ho detto perché non lo è, quello che tu chiami nero è il carbonio.”
Lo slalom dell’andata tra nuvola e nuvola, fino a inzupparsi a 5 Km metri da Pedraces.
L’albergo a 2 chilometri perché le cose che non puoi rifiutare,
non essendo immorali e non facendo ingrassare, arrivano fuori tempo massimo.
Il raid in autostrada per andare all’appuntamento con milanesi e bolognesi, che hanno un’ora di ritardo.
E il Venerdì a Montalcino, con il sentiero dei ricordi: la trattoria sotto la torre, dei tempi del club di gentiluomini; l’accademia chigiana, seria e impassibile di fuori per quante ne ha sentite di dentro; e il duomo e il battistero.
E, vedi, l’intera piazza in realtà non è che il disegno di una conchiglia, che si conchiude nella fontana lì sotto, sotto i giapponesi.
E la contrada dell’onda. ho detto onda, non honda… e i resti del cmrn (ciber moto ritrovo nazionale) che avevano fatto, udite udite, ben 400 metri a piedi… da non credere… una vessazione intollerabile…
Il ricordo del parcheggio invaso dalle moto, la danza degli ippopotami di fantasia prima edizione.
E che pure, sarà l’autunno del nostro tremore, mi sembra sempre sul punto di sfociare nel monologo della terza scena del quarto atto dell’Enrico V:
We few, we happy few, we band of brothers;
For he to-day that sheds his blood with me Shall be my brother; be he ne’er so vile,
This day shall gentle his condition: And gentlemen in England now a-bed
Shall think themselves accursed they were not here, And hold their manhoods cheap whiles any speaks That fought with us upon Saint Crispin’s day.
Il discorso alla cena di Sabato al Cmrn, su una sedia e forse recitato veramente.
meno male che non lo sento, sopraffatto dal fragore, perché avrei dovuto millantare una inesistente congiuntivite per frenare una lacrima…
e il caldo allucinante fino alla val d’Adige dove incontro 2 amici toscani :
“Conosco io la strada, seguitemi…..”
E vagare per passi alpini cercando Pedraces…
Io, in realtà, non ci volevo andare, sulle Dolomiti, in quel giugno del 2002..
Il giro di Sabato, il passo Stalle, il Glossglockner, la benzina austriaca, Misurina, i tornanti, la pipì…
la cena…..
Domenica mattina.
Decido di fare i il passo Gardena, il Sella e scendere verso Trento.
partenza tranquilla in solitario..
Arrivo al Gardena, sosta e foto di rito, deviazione per il Sella, mi fermo e tracanno la prima birra di una lunga giornata di sete, fotografia ed ecco che arrivano tutti gli altri.
Si scherza, ci si prende in giro riguardo le moto quindi col tempo che passa inesorabilmente si riparte…
si scende a valle andatura pseudo-turistica intervallata da momenti fermonici da “traffico”
Penso ai Km che devo ancora percorrere, alle strade trentine e lombarde un tempo amiche di gioventù ed alle loro trasformazioni.
“Ecco, questa strada la conosco… Dio, quante volte l’ho fatta…”
Fremono i miei cavalli sotto la dura scorza nera, mentre piano passa il paesino dove il regnante silenzio viene rotto dall’urlare dei pistoni che esplodono. Ecco l’ultima casa, finalmente ora potrò sfogarmi, non ci stavo più dentro. Via! In un attimo, dietro di me il nulla, quel branco di piantati che mi porto appresso è sparito, come se si fossero fermati.
Comunque sia non mi ferma più nessuno!!
Destra, sinistra, gass e ora la DragonDrivers.
Nella staccata sento sul collo l’aspirazione di un altro bicilindrico, ma chi diavolo può essere?
Guardare i retrovisori?
No, fa perdere tempo! Nulla importa non passerà mai!
Spalanco tutto e sento di essere appiccicato all’asfalto… Imbattibile.
Sinistra e ancora sinistra, consumo le pedane e gli stivali, destra sfiorando l’erba con una spalla e tutto il gas nella pancia fa sì che lasci un ricordo nero a chi passerà dopo.
Un’altra staccata, come freno io non frena nessuno!
Ma ecco l’incredibile, la sconosciuta moto mi si affianca, è rossa, e in quell’attimo riesco a scorgere, dietro il suo lampeggiatore destro una minuscola scritta:
“SPS”. NOOOOOOO!! Devo resistere, devo farcela!
Non possono una esigua manciata di cavalli della stessa mandria farmi quest’affronto.
La traiettoria mi è favorevole sono all’interno non può passare.
Ora a tutta carena! Altra staccata, Brembo, Brembo, Dio Dunlop aiutami. Sto facendo i miracoli come solo Mike potrebbe, ma neanche un misero centimetro riesco a guadagnare a quell’infernale mostro rosso. Manca poco al bar che delinea
l’arrivo, un’altra curva e sarò io l’unico. Staccatona decomposta, la ruota posteriore che vorrebbe sorpassarmi,
sbandiera,
saltella,
fa di tutto ..
Dammi, dammi tutto.
Niente l’sps si riaffianca all’esterno.
Sbalordito e impotente la guardo mentre compie l’impossibile, chiudendomi davanti con un’accelerazione degna di una gara di speedway. Mi aggrappo al traliccio che sorregge la targa, sento i colpi provocati dal suo scarico, danno i brividi!
Non mi do per vinto,
non voglio darmi per vinto,
l’insegna del bar all’ingresso di Rovereto mi da per perdente.
Il misterioso pilota mi guarda.
Ormai fermo ho il tempo di riflettere, la visiera a specchio non lascia trapelare nulla, ma chi sarà? forse un pilota da GP o da superbike, non di certo un comune motociclista!
Nello sfilarsi il casco una cascata di capelli cade sulla pelle rossa della tuta.
Una ragazza!?!?! Stupenda! Una ragazza, con il viso di un angelo, non è possibile! sono allibito, stupefatto, sconvolto e impietrito.
Mi si avvicina, mentre io la guardo ancora sconvolto, mi sorride e con voce innocente mi dice:
“Mi sono divertita e tu?”.
Sono pietrificato come se avessi visto il diavolo.
“Dai non fare quella faccia, cosa bevi? offro io!”
dice lei mentre si avvia verso l’ingresso del bar.
Non mi resta che rassegnarmi e col passo di uno a cui hanno rubato la moto la seguo.
Speriamo almeno che riesca farmi dare il numero di cellulare ed a uscirci una sera così mi spiega come fa!
La seguo.
E’ bella, rende anche con la tuta. speriamo di uscirci e se non mi spiega come fa….
Chi se ne frega!
Prospero Gambone

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