La curva perfetta

La curva perfetta

A volte nella vita capita.
Forse troppo di rado.
Succede che gli astri si allineano.
Tanti piccoli particolari si posizionano nel punto giusto.
Si incastrano e danno luogo a quell’insieme di condizioni che incorniciano l’evento perfetto.
Un’alleanza tra il fato, la natura e gli umani.
Un momento magico, unico ed irripetibile.

Ma iniziamo dal principio.
Domenica, inizio Febbraio.
“rrronnnn, Frrrrrr, Rrronnnn”
E’ Giorgio, il mio micione fulvo che sta sonoramente facendo le fusa.
E’ il suo modo per farmi capire che è ora di svegliarmi.
Acciambellato sulla sua coperta ai piedi del letto sono sicuro che mi sta guardando.
Apro un occhio (però, che fatica!).
Il micione sta lì, illuminato da quell’unico raggio di sole che traluce dalla finestra.
Lo richiudo. L’occhio!
Se ne accorge ed alza la testa.
Lo so
Sta aspettando che tiri fuori la mano.
Lo faccio aspettare ancora un pò.
Ecco adesso.
Si alza, si avvicina e si struscia sulla mano.
A suo modo mi fa una coccola.
Si perchè le coccole le fa lui.
Come per dire “Pigrone, alzati”
Il mio neurone inizia a connettersi.
Mattina, Domenica. Freddo, raggio di sole.
Inizia ad elaborare: sole e freddo, bel tempo, Paoletta, moto.
Comincia la lenta preparazione prima di alzarmi.
Stanco per aver dormito tutta la notte devo raccogliere tutte le forze per convincermi ad alzare il piumino.
Ok, conto fino a tre.
1
2
……. eddai, siamo uomini o caporali?
3
Il primo pensiero è per Paoletta.
Whatsappo un buongiorno sonnecchioso e un “andiamo in moto!”
Stranamente non è interrogativo. E’ affermativo 🙂
Risponde subito “siiiiiiiiiiii”
Mi affaccio, un’alba spettacolare.
Si, presagisco qualcosa di buono. Sarà una bella giornata.
Il termometro segna 1°
Freschino. Bello!

Faccio la checklist mentale dei preparativi.
I preliminari sono importanti.
Sono parte fondamentale ed imprescindibile dell’atto.
Sono parte essi stessi del piacere e conducono all’apoteosi finale.
– Ma dove ho già sentito questo? Boh. Non ricordo!-

Scendo di corsa ancora in pigiama.
No, torno su e metto un pile.
Torno giù di nuovo.
Pulitina alla catena e ingrassaggio. Con questo freddo servirà a poco ma meglio di niente.
Tolgo il ghiaccio dalla sella.
Controllo la pressione, un decimo in meno, con questo freddo è meglio.
Il cielo è ormai chiaro. Si vede il sereno. Bellissimo.

Sento già l’eccitazione crescere

Colazione veloce, un frutto, latte e fetta biscottata.
Doccia e pronto per la vestizione.
Sottotuta termico rigorosamente Decathlon.
Pantalone tecnico. Cavoli ho scordato i calzettoni.
Litigo per togliermi i pantaloni, inciampo e mi catafotto (scusa Camilleri!) sul letto.
Finalmente vinco, mi metto i calzettoni e rimetto i pantaloni.
Bretelle
Felpa
Paraschiena
Stivaletti
Salvagola
Rifaccio mentalmente il check
Prendo guanti, sottoguanti, li riposo, metto la giacca, sottocasco, casco. Riprendo i guanti e le chiavi della moto.
Scendo
Porc…… il telecomando del cancello.
Risalgo, prendo e riscendo.
Tiro un sospiro, giro la chiave, premo l’avviamento e avviene la magia.
Frrrrrrrrrrr
Anche la moto come il micione mi fa le fusa.
Una pacca sul serbatoio “dai che oggi ci divertiamo, hai pure le scarpine nuove!”
Salto in sella e via all’appuntamento con Paoletta.
La trovo vestita del suo bel sorriso, illuminata dalla luce dorata del sole mattutino.
La giornata è ora più bella inizia ad avere un senso.
Partiamo
La visiera aperta, mi godo il fresco. L’aria frizzante che mi sferza il volto.
Il motore ronza tranquillo.
Le gomme nuove rotolano che è un piacere.
Sono in pace col mondo.
Mi stanno simpatici anche gli automobilisti che passo lungo la strada.
Ci incontriamo con gli altri. Una decina di moto. Ci avviamo con passo brillante.
L’aria è più temperata ora. Il termometro segna 8 gradi.
Snoccioliamo le curve una dietro l’altra.
Strada umida ma le gomme tengono bene.
Bella strada.
Tortuosa, veloce.
Poco traffico
Continuiamo in scioltezza e poi uscendo da una curva a destra la vedo!
Illuminata dal sole.
In tutto il suo splendore.
La CURVA
Asfalto asciutto. Perfetto.
Bosco a destra, vuoto a sinistra.
Ci sta aspettando. Lo sa. Ha capito.
Mi sistemo sulla sella.
Anche Paoletta ha capito e si prepara.
Gira tutto come un orologio.
Un meccanismo ben oliato, fluido.
Sposto il sedere un pò a destra.
Stiamo sulle punte come una ballerina classica.
Allargo la gamba destra mentre mi avvicino.
Un respiro
Il cuore rallenta
Tutto rallenta
Scalo una marcia
Il motore ha un piccolo sussulto e ronza più alto.
Un brontolio come per dire “ok, ci penso io. Stai tranquillo”
Sfioro il freno posteriore, poco poco. Quel tanto per far sedere un pò la moto.
Adesso una pinzatina e si abbassa anche l’avantreno.
La moto si accuccia. Carica.
Sembra un puma che si prepara a balzare sulla preda.
Siamo lì. Una ventina di centimetri dentro la mezzeria.
Ora c’è tutto il peso sulla pedana. Il busto lo segue.
Paola accompagna il movimento. Mi sfiora leggermente, senza appoggiarsi, per non intralciarmi.
Lascio il freno anteriore, ma non tutto.
La moto si piega. Dolcemente. Con grazia.
Gira
Segue la curva, come un compasso.
Il raggio è costante.
Le ruote schiacciate sull’asfalto contrastano l’inerzia.

Vedo l’uscita, non c’è nessuno.
Gli pneumatici sono carichi,
Gli ammortizzatori sono carichi,
il motore è carico,
noi siamo carichi.
Allora si
Apro il gas
Il mormorio del motore diventa un ruggito.
L’anteriore si schiaccia di più mentre la posteriore morde l’asfalto.
Aumenta l’angolo di piega
La sento incollarsi sempre di più
Si sente l’odore del sottobosco unito a quello dell’asfalto.
Fino a che la lunga curva non volge al termine
Allora apro tutto.
Il ruggito si fa rabbioso mentre la moto si raddrizza sotto la spinta dei cento purosangue.
Siamo fuori.
Il sorriso che mi aveva accompagnato per tutti quei lunghissimi secondi si allarga ancora di più.

Tre pacche sulla spalla sinistra.
E’ piaciuta anche a lei.
L’abbiamo fatta proprio bene.

Allora ho capito.
Era quella.
Ci aveva aspettato, paziente.
Sorniona e compassata.
Ci aveva lasciato fare con atteggiamento di sufficienza.
Finchè non siamo arrivati lì.
Perchè sapeva.
Ne era cosciente.
Era la curva perfetta!

Alberto M.

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