Arrabbiata 18 giugno 2016 ©

Arrabbiata 18 giugno 2016
Mancano pochi giorni e sarebbe stato solo un anno fa che per la prima volta con gli HP bikers ho fatto l’avvelenata. Non potrò mai dimenticarla… Allora erano paesaggi, sensazioni nuove, odori, non sapevo nulla di questo gruppo, a parte Flo tutti gli altri erano in pratica degli sconosciuti….
Filavano in tanti, si, molto organizzati, ma per me erano quasi dei marziani…. Sottostavano e regole curiose e terminologie ancora più curiose!!! Alcuni si capivano con uno sguardo o con un cenno. Si riconoscevano non dai nomi ma dalle moto. Per me erano in pratica tutte uguali, facevo giusto la distinzione tra quelle “da strada” e le altre.
Eh lo so…. Non vi facevo onore…. Sembra una vita fa…
Da allora ho saltato pochissime uscite, è stato tutto molto coinvolgente, paesaggi, percorsi, sensazioni e persone.
Bello rinascere a 44 anni e imparare tutto da zero di un mondo nuovo.
Ieri la strada che un anno fa mi aveva fatto tanta paura e provocato un mancamento mi è sembrata una bellissima strada da fare in moto, nemmeno tra le più impervie che abbiamo fatto. Stesse strade ma diverse sensazioni, diverse moto, diverse persone, diversa io!
Anche il gruppo è cambiato. Siamo sempre più numerosi, ora riusciamo a chiamarci anche per nome (almeno quelli che escono più di frequente)!!! Io so cosa è una derapata e un DB Killer, e conosco tanti altri termini e anche qualche modello di moto!!!
Sono molto felice, grazie a tutti i biker che in un anno hanno avuto la pazienza, il coraggio e la disponibilità a farmi condividere con loro le moto (loro compagne di viaggio), le strade e le loro sensazioni. 

Grazie HP Bikers Team
Carolina

© L’Avvelenata non s’ha da fare_18 giugno 2016

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“Quest’Avvelenata non s’ha da fare”, dissero le previsioni del tempo e noi, pur sapendo di essere dalla parte dei giusti, ci restammo male ancora una volta. “Ora basta”, disse il boss rivolto alle previsioni, “Non volete darci il sole? Vorrà dire che ce lo andremo a prendere!”. Questo narra la leggenda a proposito della nascita dell'”Arrabbiata”, giro al veleno, organizzato sognando in una notte, che “di mezza estate” aveva ben poco. Ore quattordici, il piazzale del TMR è in pieno sole, così come le dieci moto pronte a partire. La proposta è semplice: “Aperitivo al lago?” e a seguire, i maliziosi sguardi di intesa scambiati tra i presenti, lasciavano intendere che tutti sapevano di quale lago si trattava. Dopo soli settanta chilometri, ci troviamo a percorrere strade con panorami mozzafiato e il susseguirsi delle curve sembra non finire mai, mentre i raggi pomeridiani del sole cambiano il gioco delle ombre a cui siamo abituati. La sosta rifornimento al “benzinaio delle motozappe” è il preludio alla ciliegina che stiamo per mettere su questo sabato di moto, la strada del Passo delle Capannelle, qualcosa di veramente speciale, una giostra di curvoni di ogni raggio che scala la montagna e si immerge in luoghi naturali, dove il termine “rettilineo” non è mai stato usato. Giunti in cima al passo si respira un’altra aria, composta da ossigeno e voglia di fare subito un altro giro, ma l’aperitivo ci aspetta. Percorriamo così un altro tratto meraviglioso, ancora curve e colline, fino a che il lago di Campotosto ci appare in tutta la sua bellezza. Un clima fantastico, fatto di amicizia e goliardia, accompagna la bevuta di una buona Corona Extra, mentre un cielo azzurrissimo ci guarda e il lago, beh il lago, uno spettacolo.

    GiÒvanni

© Un giretto “estemporaneo”_05 giugno 2016

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Sveglio prima della sveglia, come sempre accade quando c’è un giro. Tutta la settimana attaccato al meteo, sperando che le nuvole, metà sole e metà pioggia, scegliessero il lato buono della mela, ma loro niente, lì, costanti e imperterrite come a dire: “andate, andate, tanto comunque vi becchiamo”. Va bene, il sole c’è e questo basta. 08.45, temperatura di non facile interpretazione, la Colombo in zona Eur, poco traffico e semafori verdi, ne approfitto per fare la esse di Piazza Marconi in piena accelerazione e non appena ne esco, col gas a manetta, per un istante tutto intorno il mondo si ferma. In perfetto stile manga, per un momento infinito, giro la testa e il mio sguardo si incrocia con quello di uno dei due motociclisti della municipale, nel frattempo fermi a fare rifornimento. Mi viene in mente che potrei salutarlo, come si fa tra biker, ma è meglio di no, tiro la staccata, esse del Palalottomatica e mi dileguo alla svelta. All’appuntamento, quattordici biker, non male per essere un giretto “estemporaneo”, compagni conosciuti e qualche bimbo nuovo, piccolo briefing come di consueto e ardua decisione se mantenere la meta dei Colli nonostante il tempo incerto; dopo una decina di secondi, la decisione è presa, si va. Mediana fast&furious, come da tradizione e pausa caffè in una Tagliacozzo domenicale; famiglie a spasso con bambini al seguito e vigili in chiacchiera con i notabili del paese ci osservano, accettando di buon grado la nostra temporanea e colorata invasione. E quindi i Colli, tortuosi e panoramici, invitano a danzare e noi non ci facciamo pregare. Nel tratto a scendere dal passo, giù fino a Carsoli, paghiamo il dazio meteorologico richiesto dalle nuvole bastarde, da bravi sottostiamo e arriviamo a valle ad andatura da parata. Nella manciata di chilometri del rettilineo successivo ci asciughiamo, sensazione piacevole. Svoltiamo per Riofreddo, poi verso Orvinio, un bel tratto misto a salire come aperitivo, che ci porta fino al centro del paese, dove aromi di pane fresco e pizza appena sfornati, danno il benvenuto alla sosta mangereccia.

  GiÒvanni

IL SOLE E’ DENTRO DI NOI… SEMPRE E COMUNQUE! ©

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“IL SOLE E’ DENTRO DI NOI… SEMPRE E COMUNQUE! come ormai da tradizione degli eventi HP Bikers Team (avviso alla gentile clientela: i prossimi eventi verranno spostati CAUSA BEL TEMPO), la nostra avventura toscana comincia all’insegna della pioggia! ma comunque sia, si prende e si parte quando il boss grida “IN MOTOOOOO”, ormai diventato un must come il mio “sta senz pnzier”. la sorte, non contenta della pioggia, ci si è accanita dopo qualche km di GRA contro la moto del povero Salvo. il motore del suo povero transalp “andava a 1”, ovviamente in un giorno di festa dove di certo i meccanici non pullulano! ma una chiamata a un buon amico e “salvo, vai con dios che st’amico te sistema la moto”. perdiamo salvo, che poi ci vedremo rispuntare al camping come nelle migliori apparizioni da “grande magooooo” . il viaggio, fatto di curve e paesaggi fantastici, prosegue… ovviamente con pioggia a scatafascio in alcuni tratti (di sole a catinelle nemmeno l’ombra) e abbiamo tempo perfino di imbucarci per pranzo ad una festa di paese. i giorni a seguire di questa avventura toscana saranno scanditi dalle previsioni meteo di macalgiuliacci, tante curve, tanti sorrisi, tanto cazzeggio, tanto “sto tempo di BIIIIIIP ha proprio rotto”, togli e metti l’antipioggia, la moto di salvo che funziona in maniera randomica (da qui il soprannome OGGI SI OGGI NO) ed infine anche una pazza ragazza olandese che viaggiava da sola da circa un mese, carica come un mulo e che, secondo le sue previsioni, tra qualche giorno dovrebbe essere a Roma. the last day: 5 giugno 2016, giorno per me importante perchè compio gli anni. e cosa potevo voler di più dalla vita? qualcuno potrebbe rispondere “una lucana”, e invece io dico “NO”! il giorno del mio compleanno io l’ho passato col sedere sulla mia moto, sparandomi altri 300 km circa di strada, con un gruppo di amici spensierati e vogliosi di GASSE, a ridere sotto il casco e alla mia corazza fluo per le avventure passate insieme e aspettando la prossima, preferibilmente con un sole che “spacca le pietre”! un ringraziamento allo “special one boss” Floriano, colui che come un talent scout mi mi ha “scoperto” quando da pochi mesi avevo la mia prima moto e mi ha reso partecipe alla costruzione di questa fantastica realtà chiamata “HP BIKERS TEAM”! saluti a tutti, il vostro PISOLO tratto da “Storie di vita vissuta… IN MOTO””

 

Raimondo Cuciniello

Siena on the road ©

Siena on the road, 2-5 giugno 201613308560_10209314928898544_8459419539169616167_o
Colline del chianti dalle onde sinuose e con colori unici, ricche di casali di una bellezza estrema e….. pollini pollini e tanti pollini!!!!! Eeeetcccciù!!!!
Passi che non avrei mai immaginato così belli sia per la strada che per i paesaggi. Presa un po’ di pioggia, ma tirando le somme, nemmeno poi così tanta….
Non in molti siamo riusciti a ricavare questi 4 giorni da dedicare a questa gita, ma tutti i partecipanti che lo hanno potuto fare hanno condiviso strade e sentieri, paesini e paesaggi, stanze e cibo, pioggia, arcobaleni e sole!
C’erano tanti motociclisti per le strade che abbiamo fatto e anche tanti ciclisti, belli questi gruppi tutti con bagagli stipati in borse minuscole e che si danno appoggio e staffette, proprio come noi!
Questa volta avevamo anche una “auto appoggio” usata da muletto porta bagagli e cibarie e guidata a guisa di Crudelia Demon lungo il passo del muraglione che per me sarà indimenticabile, spettacolooooooo!!!

Strettamente in ordine alfabetico i nostri eroi:
Catia che credo abbia portato bagagli di un ingombro pari a quello di almeno tre di noi, ma era perfetta, è riuscita a portare anche ben 2 paia di scarpe col tacco!
Fabio che si è gentilmente prestato a far frullare sulla sua moto un po’ di noi col suo immancabile sorriso, senza batter ciglio!
Flo che scandiva il tempo manco fosse un orologio svizzero. Si è spontaneamente esiliato nei bagni comuni, lasciando l’uso del bagno della sua casetta a noi donne…chapeau!
Gabriel che con la sua moto ha conquistato i bimbi toscani. Immancabile con la sua bandana o cappellino, perfettamente in armonia con i luoghi con la sua cadenza toscana!
Lorenzo che ha battezzato Ray con un nome davvero appropriato, e che riusciva ad attaccare bottone con tutti, monache e olandesi comprese!
Raimondo il “pisolo” della vacanza “invecchiato” di un anno. Un po’ segnato da allergia, ma sempre “fluo”, sia di carattere e di umore che di colori!!!
Riccardo che ha usato la sua moto come muletto quando abbiamo abbandonato l’auto appoggio. Generoso e sempre disponibile!
Rob & Sara. Lui nominato “responsabile meteo”, in pratica il Giuliacci de’ noantri. Lui che a volte con la faccia a punto interrogativo è come se ti dicesse: cheeeeeee???? Troppo divertente anche quando ti manda a quel paese con la sua voce delicata. E brava Sara che ha macinato tutti i chilometri con noi e che non paga, ha pure seguito Rob verso le 5 terre!
Sara il cui sorriso che girava a tutta faccia (dopo il giro sul frullino di Fabio) non dimenticherò mai! Bella lei!
Salvo che non si è mai arreso ai singhiozzi della sua moto. Alla fine ha risolto tutto con un po’ di coccole e copertine per tenere al caldo e protetta la sua moto! Una vera donna il suo mezzo!!!
Sandro diventato il mago dei selfie. Fotografa più lui che Henri Cartier Bresson!!!!!!
Simone ormai collaudato end pivot, rigorosissimo, nulla sfugge! Silenzioso ma sempre attento a tutto e a tutti, lo riconosci ovunque con il suo gilet di ordinanza fosforescente!
Grazie a tutti… a proposito io le tequila le ho pagate poi!!!!!
Carolina

Amici in giro! ©

Amici in giro!
Eccone solo due o tre, protagonisti di alcuni episodi che ricorderò davvero di questa vacanza (questi si che li ricorderò, atro che pioggia e cagotto!)

Catia. Ha montato sulla moto tutti i possibili zaini e valige che possedeva in modo da poter ospitare i bagagli di alcuni di noi che avrebbero dovuto portarseli in spalla. Ha montato 4 mega valigie e con gran disinvoltura si è caricata i bagagli di 5 persone. Tra peso e ingombro, la sua moto è diventata una specie di smart su due ruote….. E quando le ho detto che non avevamo lasciato spazio per portarci eventuali souvenir, senza perdersi d’animo ha subito risposto che in realtà potevamo legare sul serbatoio un ulteriore sacca se avessimo trovato il modo di fissarla…. . Catia cuore grande!

Flo. Iperattivo come sempre, per lui le giornate dovrebbero essere di 52 ore… Elegantissimo alla serata di gala ha dato un smacco a tutti!!! Il fatto che abbia piovuto mi è dispiaciuto più per lui che ha messo su un’organizzazione svizzera che non abbiamo potuto rispettare, che per non aver visto i posti… Ci rifaremo Flo! Il pivottismo democratico in autogestione secondo me è stato un successone, ha creato spirito di gruppo ed effettivamente non ci siamo persi!!!!! Grande iniziativa!!!

Alessia, ritornata in gita con noi. Finalmente!

Valerione, che nemmeno dopo una scivolata che gli ha fatto interrompere la vacanza, ha rinunciato al suo pacifico sorriso. Che bello!!! Beh…. ora che ci penso…. una volta lo ha perso il sorriso…. Quando in costiera stava per tirare fuori dal finestrino della macchina un tizio che ha dato ragione ad un automobilista imbec…. che aveva tagliato la strada alla moto del boss che per poco non diventava un adesivo sul cofano dell’auto…. Glielo avrebbe stampato volentieri un sorrisone tipo paresi…. Valerione, l’uomo dei sorrisi, più o meno…
Al rientro in autostrada, dal finestrino di un furgoncino che ci supera si agita per salutarci il braccio del conducente. Ricambio il saluto pensando che doveva essere anche lui un biker e questo salutarsi tra loro mi sorprende ancora. Un attimo dopo ci affianca dall’altro lato e vedo che un omone col viso nascosto dietro un telefonino ci scatta delle foto. Lo saluto pensando caspita, questo deve essere proprio un patito di moto! Ma l’insistenza del tizio è notevole nel cercare la posa giusta…. Guardo meglio e l’omone scosta il telefonino dal viso e si sposta di lato. Appaiono i sorrisoni di Valerione e Orietta che sono sul furgone rientrando verso Roma! Il braccio che salutava doveva essere quello di Luciano! Che sorpresa inattesa, ME-RA-VI-GLIA! Anche così abbiamo fatto un pezzo di strada insieme!!!!!!!!

… E FANCULO LA PIOGGIA CHE TANTO SE STIAMO INSIEME CI DIVERTIAMO QUALUNQUE TEMPO C’E’ !

 

Carolina

Breve storia: week end in costiera pioggia per 2 giorni ©

Breve storia: week end in costiera amalfitana col motoclub, pioggia per 2 giorni. Fine della storia!
In realtà quella che voglio raccontare non è nè una storia triste nè, ahimè per chi leggerà fino alla fine (a cui pongo le mie più cordiali scuse ma comunque RINGRAZIO), breve.
La storia ha inizio venerdì all’ora di pranzo: munito di carta e penna, comincio a fare una lista delle cose indispensabili da portare nel bagaglio ma soprattutto gli ultimi accorgimenti da fare alla moto prima di partire. Risultato finale: dopo l’ufficio si rimane chiuso in box fino alle 21:30 e poi a casa a preparare il bagaglio, cercando di far entrare tutto in una borsa da serbatoio (ottenendo un ottimo risultato, MODESTAMENTE).
Sabato, il grande giorno: il box si apre, la moto è lì che mi attende. Le parlo e mi affido a lei, la avviso che sarà una bella avventura a causa delle condizioni meteo e lei non mi dovrà tradire. Mi auguro il meglio partendo senza indossare l’antipioggia, ma già sul GRA i primi goccioloni mi stanno aspettando. Arrivati al parcheggio dove ci sono tutti i membri di questa spedizione, mentre ci stiamo attrezzando per partire e tutte le cerate antipioggia strusciano l’uno contro l’altra, sentendo quel fastidioso quanto protettivo SWISH SWISH, un bel temporale ci fa ritardare la partenza! Ma noi siamo troppi decisi per farci intimorire da “4 goce, tzè”!
Il percorso è accorciato, non prevede purtroppo tante strade dove le nostre belle bimbe sono capaci di piegarsi per più di 50°, ma il divertimento, le risate, le conversazioni nei momenti di pausa (e soprattutto la PIOGGIA) sono assicurate nonostante piccoli imprevisti.
Finalmente a destinazione, tutti negli spogliatoi a farsi una doccia calda e poi pronti per il “gran galà”. La sera trascorre felice tra conversazioni in cui il “vino veritas” e la “moto piegas”. Mentre fuori continua a piovere, e anche durante la notte lo scroscio della pioggia e i tuoni (ma anche un gallo che canta fuori orario, un cane e una civetta) la fanno da padrone.
The last day: date le condizioni la partenza è postecipata, il giro ridotto ulteriormente e percorriamo autostrada come se non ci fosse un domani!
E poi si torna a casa: nel box ripercorri con la mente tutti i momenti, i jolly giocati a causa dell’asfalto bagnato, le persone conosciute.. e ti rimangono tutti quei sorrisi, tutti quei visi che, nonostante la fatica della dura prova dei due giorni, ti salutano contenti, VIVI, sicuramente pronti per altre avventure!
GAS & LOVE FRATELLI E SORELLE, è stato un onore e sopratutto un PIACERE condividere con voi questi due giorni!

Raimondo Cuciniello

Il tempo delle “gole”_17 aprile 2016

Salto nel verde

Contrasti, questa la parola giusta; il sole e la luna, tanto per fare una citazione racing. La gioia di trovarsi catapultati in luoghi di rara bellezza, lontani anni luce dalla comune quotidianità, spettacoli naturali che dimostrano il senso della vita. Ma facciamo un passo indietro, sono le otto e dieci minuti, sul piazzale del Divino Amore c’è solo una moto, è rossa, col bauletto rosso, con dentro uno striscione rosso. Seduto al tavolino, in attesa degli altri pochi mattinieri, lui, l’artefice di quella che sarà una grande giornata di moto. Immagine antitetica questa, rispetto quella delle oltre quaranta moto, che nel frattempo, si stanno sommando e disponendo più o meno ordinatamente, nell’altro piazzale. La partenza del giro è un roboante insieme di suoni e di colori, che platealmente si riversa sulla Tiburtina. Il percorso scelto per arrivare alle “gole” è quanto di meglio un biker possa sperare e di nuovo contrasti, volate furibonde si alternano a “momenti panorama”, terminali che ululano al cielo, che lasciano il posto al borbottio di motori in passeggiata. Lasciata “la piana”, entriamo in un diverso mondo, sequenze interminabili di curve che si snodano tra rocce a picco, l’acqua del lago che affascina lo sguardo, rapito dai toni smeraldo. Strade che risalgono alte colline, un lungo serpente di moto a perdita d’occhio, pieghe che sembrano non finire mai e innumerevoli tornanti da prima. Due mucche al pascolo, lungo il ciglio della strada, ci osservano e sorridono al nostro passaggio, in fondo è domenica anche per loro.

GiÒvanni

Le gole del Sagittario

Le Gole

LA Domenica di aprile.

SI con la maiuscola, perché questa domenica 17 aprile 2016 é stata una grande domenica.
Io l’ho attesa con ansia per tanti motivi, la moto ovviamente, il luogo da raggiungere, la presenza di mia moglie, il gruppo con il quale esco.
Come sempre ho paura che qualcosa vada storto infatti stamane ho lisciato l’uscita per arrivare al TMR e allungato un tantino il tragitto…mi son detto ‘cominciamo bene!’ ma poi quando sono arrivato ho ritrovato le persone con cui ho scherzato su fb durante questi giorni d’attesa, i visi felici di chi é carico di adrenalina come te. Ti guardi intorno e capisci che la moto si vive in mille modi e speri di confrontarli con il tuo perché sono tutti belli e interessanti. Un caffè con chi conosci e con chi ti hanno presentato da poco, consigli ed esperienze vissute vengono condivise anche con chi non hai mai visto e di cui ricordi a malapena il nome…..certo il team HP nn ha bisogno di sviolinate, collaudato e impeccabile ma oggi mi ha colpito trovarmi con tante persone che senza questa passione nn avrei probabilmente mai incontrato, che mi hanno detto di loro con sincerità ed onestà e questo é un valore aggiunto importantissimo. Un pensiero e un grazie a tutti, spero di ritrovarvi presto.
Un ultimo grazie va a mia moglie; 12 anni fa ti presentasti così al ns primo appuntamento: pocahontas con le trecce da selvaggia, casco,tuta,stivali…..ohhh colpito e affondato!!! Altro che tailleur!

Alessandro Benvenuti

L’Isola che non c’é_03 Aprile 2016

 

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“L’Isola che non c’é” invece c’era eccome, ma anziché arrivarci volando sui tetti di Londra in camicia da notte, lo abbiamo fatto attraversando la Maremma, vestiti di pelle. Così, come Peter Pan, siamo stati di nuovo eterni bambini alle prese con il nostro gioco preferito, insieme a tutti quelli che continuano a credere nelle favole. Ad andatura frizzante, l’orchestra composta da ben trentacinque elementi, ha eseguito i moltissimi brani dell’ampio repertorio di “valzer tra le colline”, nonché alcuni inediti “heavy metal di misto stretto”, che hanno lasciato strascichi di adrenalina negli stessi esecutori. Il finale, degno di un’opera straussiana, si è consumato con vista sul mare e soddisfazione del palato. A grande richiesta, poi, un lungo brano di ritorno, “allegro ma non troppo, ma forse qualcosa di più”, che ha contraddistinto la chiusura del concerto. In effetti non eravamo partiti da qui, ma nelle favole tutto può accadere.

GiÒvanni